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La Diana 52 in calibro 4,5 mm è stata la mia prima carabina "magnum", quella
su cui ho fatto la maggior parte degli esperimenti e quella con cui ho sparato
di più. L'ho comperata nuova circa dieci anni fa, ma già dopo poco tempo ho
iniziato a notare alcuni particolari che proprio non mi piacevano: troppi
componenti in plastica, tolleranze di lavorazione "allegre", finiture
economiche, etc.. L'arma però è di bel disegno, la leva laterale di carica non
sarà il massimo dell'eleganza, ma è una soluzione ergonomicamente ottima. La
cilindrata notevole e la transfer port centrale ne fanno una carabina
potente e sfruttabile, anche se le reazioni allo sparo sono piuttosto "maschie"
e dunque, se non si adotta la tecnica di tiro corretta, possono compromettere
l'accuratezza di tiro, comunque buona, di questa carabina.
I primi lavori di tuning effettuati avevano solo funzioni estetiche,
essenzialmente ho eliminato le parti in plastica e le ho ricostruite in metallo.
Poi sono passato al calcio, sverniciandolo, ritingendolo e finendolo ad olio,
con l'aggiunta della mia solita coccia in legno pregiato (questa volta in Ebano)
e di un montecarlo regolabile in altezza (Paretti). Nelle foto si nota l'attacco
ammortizzato Sprtsmatch Dampa Mount ed un'ottica Tasco 8-32X50.

La guardia del grilletto è in ottone, la lama in acciaio, il "tappo"
posteriore in ottone come il raccordo anteriore. Le viti Philips originali
tendono facilmente ad allentarsi in quest'arma, cos' ho realizzato delle boccole
in acciaio e le ho incollate nelle sedi, un po' alla maniera dei "pillars" che
si fanno per le armi da fuoco. Infine ho sostituito le viti originali con delle
più pratiche allen.

Dopo questi interventi sono passato alla meccanica, sperimentando
praticamente tutte le molle che riuscivo a trovare in commercio, in quasi tutto
il mondo! Dalle Maccari di tutti i tipi, alle Venom, OX, Surrey SS, Originali
Diana modificate, TR Robb, etc, etc...Poi ho iniziato con le guide, anche qui
rifacendole in tutti i materiali possibili (Delrin, Ottone, Acciaio), le
camiciature (in una foto se ne vede un modello in teflon estremamente efficace,
dimensionato per lavorare con la molla Maccari GSI).
Nella foto seguente si possono notare alcune molle, delle guide in acciaio di
diversa lunghezza, due cilindri di compressione (su uno di questi ho modificato
la transfer port), delle rondelle di diverso spessore per variare la
precompressione della molla, una camiciatura in teflon, una parte del gruppo di
scatto (su cui è montato l'anello di raccordo in ottone al posto di quello
originale in plastica, che tende a schiacciarsi quando si tirano le viti).
Infine in basso a destra due pistoni: quello originale (lucidato) ed uno "custom"
autocostruito. Quest'ultimo (costosissimo...) ha la particolarità del mantello
scomponibile dallo stelo, per permettere una sua sostituzione con altri aventi
diverso diametro interno ed adattarsi così a molle differenti per diametro senza
dover utilizzare camiciature. E' inoltre dotato di anello posteriore in teflon
per evitare il contatto metallo-metallo durante la corsa del pistone. Lo stesso
sistema ad anello in teflon lo ho poi riprodotto sul pistone originale, così
come effettuato su quello della HW 950.
Il pistone custom, abbinato alla molla Maccari GSI garantisce delle
prestazioni eccellenti, con assenza quasi totale di vibrazioni ed estrema
fluidità del ciclo di sparo.

La costruzioni di alcuni particolari, come ad esempio la
nuova lama del grilletto in acciaio o la guardia in ottone hanno creato
inizialmente qualche difficoltà, poi superate. Per la guardia ho dovuto prima
fare una disegno con le misure esatte, quindi realizzare un modello in legno. In
seguito ho portato il modello in una piccola fonderia artigianale che lo ha
utilizzato per riprodurlo in cera da stampo e finalmente in fusione di ottone, ..un pezzo grezzo
che ho dovuto lavorare molto per portarlo allo stato
definitivo! Però, a mio avviso, ne è valsa la pena. Per la lama mi sono invece
limitato al disegno ed alla finitura, la costruzione l'ho affidata ad un
armaiolo.

Oltre ai materiali sopra fotografati, ne ho poi costruiti (o
fatti costruire) molti altri, come anche ho sperimentato diversi accessori
"after market" per questa carabina. In seguito aggiungerò altre foto e dettagli.
Dopo qualche tempo ho iniziato ripensare al
calcio...Effettivamente un difetto che ho sempre riscontrato su quello originale
è l'eccessiva distanza del grilletto dall'impugnatura a pistola, almeno per le
mie mani. Così ho iniziato la ricerca di un nuovo calcio, più vicino alle mie
esigenze. La costruzione da zero l'ho scartata quasi subito sia perchè richiede
troppo tempo sia perchè non sono un grande appassionato di falegnameria...preferisco
la meccanica. Ho cercato dei calci "aftermarket" sul mercato nazionale ed
internazionale, ma niente da fare. James Maccari ne ha un modello, ma a me non
piace.
Un colpo di fortuna l'ho avuto in occasione di una visita
all'EXA qualche anno fa: nello stand di Cicognani, parlando col gentilissimo
signor Varide, vien fuori che alcuni anni addietro aveva costruito un piccolo
numero di calci tipo "thumbhole" per questa carabina, su richiesta della
ditta Diamant di Forlì. Mi disse che forse ne aveva ancora un paio. Finita l'EXA
lo vado immediatamente a trovare nel suo (fantastico) laboratorio e vengono così
fuori due calci, uno in laminato multicolore ed uno in laminato chiaro. Li
compro entrambi e corro a casa per provarli...
I calci sono stati pensati per un tiro "a la C10", sono molto
ben fatti, dotati di fori di passaggio viti boccolati con pillars in alluminio,
ergonomicamente perfetti, ...ma molto, molto "tecnici", come si può vedere dalle
foto seguenti (nelle foto è solo appoggiato alla meccanica e non ha il calciolo
montato):
per la verità, pur apprezzando la perfetta ergonomia ed il
bilanciamento...li trovavo poco armoniosi nelle linee. Quello multicolore poi,
proprio non faceva per me...Così decisi di partire da quello in laminato
naturale, modificarlo per renderlo un po' più classico ed aggiungere qualche
tocco qua e la...insomma, ecco il risultato:


Il calcio Cicognani, come si può vedere, ha assunto una veste
più classica, conservando però gli ottimi dimensionamenti. L'impugnatura a
pistola con angolazione di 90° lo rende particolarmente adatto al tiro
in appoggio, ho dovuto però modificare leggermente la lama del grilletto per
adattarla alla nuova conformazione. Anche qui la solita coccia in noce sotto
l'impugnatura. Il contrappeso in volata è in alluminio brunito nero, ha solo
funzioni estetiche anche se il peso contribuisce a bilanciare meglio l'arma che
altrimenti risulta sempre un po' "appruata". Nella foto successiva si nota anche
il calciolo regolabile, che rende l'arma ancora più adatta alla
mia corporatura. L'attacco è sempre il Dampa Mount, l'ottica una Simmons
6,5-20X44. Il bipiede Harris è solo in funzione di sostegno per "esigenze
fotografiche".

In questa configurazione la 52 è diventata veramente
un'ottima carabina; equilibrata e potente (fino a 28J di Eo - che sono veramente
il limite massimo per una springer in calibro 4,5 mm - montando il kit Maccari
Monolith abbinato alla guarnizione di testa più adatta
a questi livelli di potenza come la Maccari Tesla).
La precisione è sempre ottima, ma naturalmente risente molto
del livello di potenza erogata...più si va su, montando molle potenti, più
diventa ostica e reattiva, richiedendo un maggior affiatamento ed una corretta
tecnica di tiro. I pallini sono invece una scelta obbligata: HN Baracuda Match,
da scegliere nel diametro che meglio si adatta alla propria canna (4,50 - 4,51 -
4,52), quindi bisogna testarli. Sulla mia i migliori risultano essere i 4,52.

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