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Catalogo prodotti J. Maccari

Perchè installare un KIT JM

Guida all'installazione di un kit      

articoli

La potenza delle armi ad aria compressa

Strumenti di mira ottici

Weihrauch HW 900 cal. 6,35 mm  

Diana 65

Diana 52 cal. 4,5

Daystate Huntsman MKII cal. 5,5

HW 77 Evo cal. 4,5

Test con la HW 77

HW 950 cal. 4,5

Smontaggio HW 950

Perchè installare un "kit" Maccari

L'installazione di un kit Maccari sulla propria arma non ha l'obiettivo di aumentarne la "potenza". Questa è la prima cosa da chiarire.

Il motivo è molto semplice: non è possibile.

Le case costruttrici, nel progettare le armi ad ad aria compressa del tipo molla/pistone (springers), cercano già in tutti i modi di ottenere la massima potenza possibile, per ovvie ragioni di marketing. Perchè, infatti dovrebbero vendere delle armi "sottopotenziate", quando potrebbero facilmente ottenere un notevolissimo vantaggio commerciale con la semplice sostituzione della molla?

Bisogna anche fare un'altra considerazione: la "potenza" di una "springer" non dipende esclusivamente dalla molla, ma da una serie di fattori diversi e dalla loro combinazione. Ad esempio è fondamentale la "cilindrata", ossia il volume della camera di compressione, ma anche il rapporto corsa/alesaggio incide sulle prestazioni, come il diametro, la forma, la lunghezza e la posizione della "transfer port" (il condotto che immette l'aria compressa in culatta), il tipo di guarnizione di testa del pistone e la relativa tolleranza col cilindro,  il peso del pistone, le tolleranze generali di lavoro e l'accoppiamento dei componenti, la canna (lunghezza e calibro), etc...

Insomma, pensare di "potenziare" la propria arma con la banale sostituzione della molla è una sciocchezza, anche se dura a morire.

Ciò che invece può essere ottenuto è una ottimizzazione delle prestazioni, in senso sia generale che specifico.

Ottimizzare significa permettere ad una specifica "meccanica" di lavorare al meglio e produrre le migliori prestazioni possibili per la quale è stata progettata. Significa eliminare o ridurre le carenze tecniche dovute essenzialmente alla scarsa qualità dei materiali impiegati dal costruttore oppure alla lavorazione "di serie", la quale per sua natura non potrà mai essere accurata quanto una di tipo artigianale.

Con dei componenti di qualità elevata e correttamente dimensionati aumenta l'accuratezza di tiro, perchè spariscono le reazioni fastidiose allo sparo e perchè si ottiene una maggior costanza nelle velocità di sparo dei pallini. La durata della molla è poi nettamente superiore all'originale, sia per via della intrinseca qualità, sia per il miglior assetto di lavoro. La corretta lubrificazione e l'utilizzo di certi accorgimenti permette di minimizzare gli inconvenienti tipici delle springers e di ottenere un ciclo di sparo ottimale, una buona guarnizione di testa favorisce il corretto trasferimento energetico ed elimina le perdite di carico.

Prendiamo l'esempio di un kit "base". Questo è composto fondamentalmente di due o tre elementi: una molla, una guida posteriore ed, in alcuni casi, una guida anteriore.

un insieme di kit JM

Le guide, soprattutto quella posteriore, sono di una importanza FONDAMENTALE nel ciclo di funzionamento di una springer, perchè una buona guida, realizzata in materiali specifici, aiuta la molla a lavorare in maniera rettilinea e a non curvarsi nella fase di compressione, la sostiene in quella di distensione e, se correttamente dimensionata, impedisce alla molla di "vibrare", cosa assolutamente fastidiosa e potenzialmente dannosa per l'accuratezza di tiro (avete presente il classico "ssbbrrrooiiiiiinnnnggggg" che si sente nello sparo di springers non ottimizzate o economiche? Bene è proprio causato dalla guida mal dimensionata e realizzata in materiale non appropriato).

   

guide posteriori JM pronte per la tornitura finale

La guida anteriore (anche conosciuta come "top hat") non è sempre necessaria ed in alcuni casi è addirittura controproducente (classico il caso del GSI Kit per le Diana, dove non è richiesta). Serve in genere per centrare la molla all'interno della cavità del pistone, quando il diametro esterno della molla è molto inferiore a quello interno del pistone, oppure quando è possibile precomprimere ulteriormente la molla agendo dalla estremità superiore della stessa. In genere, però questo elemento va ad influire anche con la lunghezza della guida posteriore, che è invece una misura critica, dunque se non è necessario è meglio non utilizzarlo e aumentare invece il più possibile la lunghezza della guida posteriore. Tutte le guide posteriori Maccari sono realizzate nella massima lunghezza possibile, in relazione agli altri componenti, oltre che in materiali appropriati (come il Derlin, l'ottone o l'acciaio a seconda dei casi) e soprattutto DIMENSIONATE SULLA SPECIFICA MOLLA. Non è possibile utilizzare una guida per molle diverse, se si vuole il meglio in termini di reazioni le guide vanno realizzate "su misura" per ogni molla.

un top hat in alluminio

La molla. Questo elemento è il "cuore" di ogni springer, va dunque realizzato nella migliore maniera possibile, dimensionandolo correttamente sulla base degli altri componenti.

Viene identificata in  genere con quattro dimensioni: diametro del filo, numero delle spire, diametro esterno, lunghezza estesa. Rimane ovviamente fuori il materiale con cui è realizzata e gli eventuali i trattamenti termo-meccanici a cui è stata sottoposta (ad esempio la pallinatura o i trattamenti termici di stress-releaving). Questi dati sono noti solo al costruttore e generalmente non vengono indicati.

La finitura della molla è altrettanto importante. Ad esempio, le spire situate ai due estremi, nelle molle "di serie" sono generalmente troncate di netto e non rifinite, mentre in quelle delle molle custom Maccari sono sempre ben "intestate" e lucidate oltre che ricalibrate nel diametro interno, permettendo così un migliore appoggio sulla guida ed una facilitazione della rotazione della stessa nella fase di compressione/decompressione, con vantaggi nella resa dinamica finale.

 

una corretta "intestatura" della molla

I trattamenti termo-meccanici, la rifinitura delle intestazioni ed i controlli finali sono, nelle molle Maccari, realizzati MANUALMENTE, su ogni singolo pezzo mentre il materiale con cui sono realizzate è sempre il migliore disponibile al momento. Infine, la produzione stessa della molla avviene direttamente presso il laboratorio di James Maccari, sotto il suo personale controllo. Questi elementi sono dunque progettati e realizzati espressamente per l'installazione su specifici modelli di armi ad aria compressa, sotto il diretto controllo di uno dei massimi esperti mondiali del settore.

I lubrificanti. La lubrificazione delle carabine ad aria compressa è un'altro fattore critico. Le moderne springers di potenza elevata funzionano in quella che i famosi sperimentatori inglesi del settore, i Cardews, hanno definito "fase della combustione" (combustion phase).

Semplificando, significa che una springer funziona un po' come un motore diesel: all'atto della compressione dell'aria nella camera, i vapori di combustibile, sempre presenti, vengono combusti per via della forte pressione e delle elevate temperature generate, contribuendo così a farle  innalzare ulteriormente e dunque ad aumentare la "potenza" dell'arma. Ecco dunque la prima considerazione: i lubrificanti vanno usati del tipo appropriato e con moderazione. Perchè un eccesso di combustibile può innescare un dannoso fenomeno, conosciuto come "effetto diesel", ossia una detonazione violenta invece della combustione,  che da una parte provoca l'espusione del pallino ad una velocità eccessiva, spesso supersonica (a chi non è mai capitato di udire il classico "botto" allo sparo e sentire il caratteristico odore di olio bruciato..), ma che si riflette poi anche sulla molla, sulla guarnizione e sulla camera di combustione stessa. La guarnizione in questi casi può fondersi o bruciarsi, mentre la molla subisce uno stress dannoso per la sua durata oppure può curvarsi o addirittura rompersi.

  

esempi di guarnizioni di testa bruciate

Per lubrificare correttamente le parti metalliche delle springers va dunque utilizzato un prodotto che da una parte dovrà garantire le migliori qualità lubrificanti, dall'altra fornire "combustibile" adeguato al corretto funzionamento. Il prodotto da utilizzare è il GRASSO AL BISOLFURO DI MOLIBDENO (noto anche come moly). Questo prodotto, facilmente reperibile presso qualsiasi negozio di ferramenta ben fornito, va utilizzato per lubrificare tutti i componenti meccanici, compresa la guarnizione di testa (ma solo nel suo perimetro esterno, con estrema parsimonia e senza assolutamente ungere la faccia anteriore della stessa).

l'unico lubrificante da utilizzare sulle springers

A complemento di questo prodotto è utile utilizzare un altro lubrificante: il Maccari Black Tar. Questo denso grasso va steso soltanto sul perimetro esterno delle molle ed ha lo scopo di "attenuare", per via della sua vischiosità, le microvibrazioni della molla, contribuendo ancora di più alla ottimizzazione del ciclo di sparo. In questo modo, con una molla adeguata, una guida ad hoc e l'utilizzo dei corretti lubrificanti, il fastidioso "ssbbrrrooiiiiiinnnnggggg"  verrà trasformato in un ben più solido e piacevole "STUMPF!".

Per chi utilizza delle carabine a camera di compressione scorrevole (HW 77-97, Diana 48-52-54) è disponibile il LIGHT TAR trasparente, da spalmare sul cilindro in metallo bianco, senza "sporcarlo" di nero. Questo grasso lubrifica e rende lo scorrimento più fluido ed ovattato.

Per ultimo le guarnizioni di testa. Sono anch'esse un elemento critico, in quanto separano l'aria di propulsione dal pistone. Una cattiva tenuta della guarnizione, come anche una eccessiva frizione, compromettono seriamente il trasferimento di energia, vanificando qualsiasi altro elemento. Sono considerate un po' come i freni di un'automobile: materiale di consumo, quando usurati si cambiano. E' buona norma cambiare sempre la guarnizione di testa del pistone ad ogni sostituzione di molla.

Le guarnizioni sintetiche moderne, siano del tipo a paracadute o a cavità parabolica (ad esempio le Apex e le Tesla per le Diana oppure le Hornet per le HW) per funzionare al meglio debbono essere realizzate basandosi sulle effettive dimensioni  del cilindro di compressione (ecco perchè vanno "adattate") oltre che essere costruite con materiali che garantiscano una elevata resistenza termica e  meccanica. Devono possedere poi una elasticità tale da permettere un facile adattamento al cilindro e sigillarlo perfettamente, con il minimo attrito. Una buona guarnizione è assolutamente indispensabile per il corretto e proficuo funzionamento di una springer.