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L'installazione di un
kit Maccari
sulla propria
arma non ha l'obiettivo di aumentarne la
"potenza". Questa è la prima cosa da chiarire.
Il motivo è molto semplice:
non è
possibile.
Le case costruttrici, nel progettare
le armi ad ad aria compressa del tipo molla/pistone (springers), cercano già in tutti i modi di ottenere la
massima potenza possibile, per ovvie ragioni di marketing. Perchè, infatti
dovrebbero vendere delle armi "sottopotenziate", quando potrebbero
facilmente ottenere un notevolissimo vantaggio commerciale con la semplice
sostituzione della molla?
Bisogna anche fare un'altra
considerazione: la "potenza" di una "springer"
non dipende esclusivamente dalla molla, ma da una serie di
fattori diversi e dalla loro combinazione. Ad esempio è fondamentale la
"cilindrata", ossia il volume della camera di compressione, ma anche il
rapporto corsa/alesaggio incide sulle prestazioni, come il diametro, la
forma, la lunghezza e la posizione della "transfer port" (il condotto che
immette l'aria compressa in culatta), il tipo di guarnizione di testa del
pistone e la relativa tolleranza col cilindro, il peso del pistone, le
tolleranze generali di lavoro e l'accoppiamento dei componenti, la canna (lunghezza e
calibro), etc...
Insomma, pensare di "potenziare" la
propria arma con la banale sostituzione della molla è una sciocchezza, anche
se dura a morire.
Ciò che invece può essere ottenuto è
una ottimizzazione delle prestazioni, in senso sia generale che specifico.
Ottimizzare significa permettere ad
una specifica "meccanica" di lavorare al meglio e produrre le migliori
prestazioni possibili per la quale è stata progettata. Significa eliminare o
ridurre le carenze tecniche dovute essenzialmente alla scarsa qualità dei
materiali impiegati dal costruttore oppure alla lavorazione "di serie", la
quale per sua natura non potrà mai essere accurata quanto una di tipo
artigianale.
Con dei componenti di qualità elevata
e correttamente dimensionati aumenta l'accuratezza di tiro, perchè
spariscono le reazioni fastidiose allo sparo e perchè si ottiene una maggior costanza
nelle velocità di sparo dei pallini.
La durata della molla è poi nettamente superiore all'originale, sia per via
della intrinseca qualità, sia per il miglior assetto di lavoro. La corretta
lubrificazione e l'utilizzo di certi accorgimenti permette di minimizzare
gli inconvenienti tipici delle springers e di ottenere un ciclo di sparo
ottimale, una buona guarnizione di testa favorisce il corretto trasferimento
energetico ed elimina le perdite di carico.
Prendiamo l'esempio di un kit "base".
Questo è composto fondamentalmente di due o tre elementi: una molla, una
guida posteriore ed, in alcuni casi, una guida anteriore.

un insieme di kit JM
Le guide,
soprattutto quella posteriore, sono di una importanza FONDAMENTALE nel ciclo
di funzionamento di una springer, perchè una buona guida, realizzata in
materiali specifici, aiuta la molla a lavorare in maniera rettilinea e a non
curvarsi nella fase di compressione, la sostiene in quella di distensione e,
se correttamente dimensionata, impedisce alla molla di "vibrare", cosa
assolutamente fastidiosa e potenzialmente dannosa per l'accuratezza di tiro
(avete presente il classico "ssbbrrrooiiiiiinnnnggggg" che si sente
nello sparo di springers non ottimizzate o economiche? Bene è proprio
causato dalla guida mal dimensionata e realizzata in materiale non
appropriato).

guide posteriori JM pronte per la tornitura
finale
La guida anteriore (anche conosciuta
come "top hat") non è sempre necessaria ed in alcuni casi è addirittura
controproducente (classico il caso del GSI Kit per le Diana, dove non è
richiesta). Serve in genere per centrare la molla all'interno della cavità
del pistone, quando il diametro esterno della molla è molto inferiore a
quello interno del pistone, oppure quando è possibile precomprimere
ulteriormente la molla agendo dalla estremità superiore della stessa. In
genere, però questo elemento va ad influire anche con la lunghezza della
guida posteriore, che è invece una misura critica, dunque se non è
necessario è meglio non utilizzarlo e aumentare invece il più possibile la
lunghezza della guida posteriore. Tutte le guide posteriori Maccari sono
realizzate nella massima lunghezza possibile, in relazione agli altri
componenti, oltre che in materiali appropriati (come il Derlin, l'ottone o
l'acciaio a seconda dei casi) e soprattutto DIMENSIONATE SULLA SPECIFICA
MOLLA. Non è possibile utilizzare una guida per molle diverse, se si vuole
il meglio in termini di reazioni le guide vanno realizzate "su misura" per ogni
molla.

un
top hat in alluminio
La molla. Questo elemento
è il "cuore"
di ogni springer, va dunque realizzato nella migliore maniera possibile,
dimensionandolo correttamente sulla base degli altri componenti.
Viene identificata in genere con
quattro dimensioni: diametro del filo, numero delle spire, diametro esterno,
lunghezza estesa. Rimane ovviamente fuori il materiale con cui è realizzata
e gli eventuali i trattamenti termo-meccanici a cui è stata sottoposta (ad
esempio la pallinatura o i trattamenti termici di stress-releaving). Questi
dati sono noti solo al costruttore e generalmente non vengono indicati.
La finitura della molla è altrettanto
importante. Ad esempio, le spire situate ai due estremi, nelle molle "di
serie" sono generalmente troncate di netto e non rifinite, mentre in quelle
delle molle custom Maccari sono sempre ben "intestate" e lucidate oltre che
ricalibrate nel diametro interno, permettendo così un migliore appoggio
sulla guida ed una facilitazione della rotazione della stessa nella fase di
compressione/decompressione, con vantaggi nella resa dinamica finale.

una corretta "intestatura" della molla
I trattamenti termo-meccanici, la
rifinitura delle intestazioni ed i controlli finali sono, nelle molle Maccari, realizzati MANUALMENTE, su ogni singolo pezzo mentre il materiale
con cui sono realizzate è sempre il migliore disponibile al momento. Infine,
la produzione stessa della molla avviene direttamente presso il laboratorio
di James Maccari, sotto il suo personale controllo. Questi elementi sono
dunque progettati e realizzati espressamente per l'installazione su
specifici modelli di armi ad
aria compressa, sotto il diretto controllo di uno dei massimi esperti
mondiali del settore.
I lubrificanti. La lubrificazione
delle carabine ad aria compressa è un'altro fattore critico. Le moderne springers di potenza elevata funzionano
in quella che i famosi
sperimentatori inglesi del settore, i Cardews, hanno definito "fase della combustione"
(combustion
phase).
Semplificando, significa che una springer funziona un po' come un motore diesel: all'atto della compressione
dell'aria nella camera, i vapori di combustibile, sempre presenti, vengono
combusti per via della forte pressione e delle elevate temperature generate, contribuendo
così a farle innalzare ulteriormente e dunque ad aumentare
la "potenza" dell'arma. Ecco dunque la prima considerazione: i lubrificanti
vanno usati del tipo appropriato e con moderazione. Perchè un eccesso di
combustibile può innescare un dannoso fenomeno, conosciuto come "effetto
diesel", ossia una detonazione violenta invece della combustione,
che da una parte provoca l'espusione del pallino ad una velocità eccessiva,
spesso supersonica (a chi non è mai capitato di udire il classico "botto"
allo sparo e sentire il caratteristico odore di olio bruciato..), ma che
si riflette poi anche sulla molla, sulla guarnizione e sulla camera di
combustione stessa. La guarnizione in questi casi può
fondersi o bruciarsi, mentre la molla subisce uno stress dannoso per
la sua durata oppure può curvarsi o addirittura rompersi.

esempi di guarnizioni di testa bruciate
Per lubrificare correttamente le parti
metalliche delle springers va dunque utilizzato un prodotto che da una parte
dovrà garantire le migliori qualità lubrificanti, dall'altra fornire
"combustibile" adeguato al corretto funzionamento. Il prodotto da utilizzare
è il GRASSO AL BISOLFURO DI MOLIBDENO (noto anche come moly). Questo
prodotto, facilmente reperibile presso qualsiasi negozio di ferramenta ben
fornito, va utilizzato per lubrificare tutti i componenti meccanici,
compresa la guarnizione di testa (ma solo nel suo perimetro esterno, con
estrema parsimonia e senza assolutamente ungere la faccia anteriore della
stessa).

l'unico lubrificante da utilizzare sulle springers
A complemento di questo prodotto è
utile utilizzare un altro lubrificante: il Maccari Black Tar. Questo denso grasso
va steso soltanto sul perimetro esterno delle molle ed ha lo scopo di
"attenuare", per via della sua vischiosità, le microvibrazioni della molla,
contribuendo ancora di più alla ottimizzazione del ciclo di sparo. In questo
modo, con una molla adeguata, una guida ad hoc e l'utilizzo dei corretti
lubrificanti, il fastidioso "ssbbrrrooiiiiiinnnnggggg" verrà
trasformato in un ben più solido e piacevole "STUMPF!".
Per chi utilizza delle carabine a
camera di compressione scorrevole (HW 77-97, Diana 48-52-54) è disponibile
il LIGHT TAR trasparente, da spalmare sul cilindro in metallo bianco, senza
"sporcarlo" di nero. Questo grasso lubrifica e rende lo scorrimento più
fluido ed ovattato.
Per ultimo le
guarnizioni di testa.
Sono anch'esse un elemento critico, in quanto separano l'aria di
propulsione dal pistone. Una cattiva tenuta della guarnizione,
come anche una eccessiva frizione, compromettono seriamente il trasferimento
di energia, vanificando qualsiasi altro elemento. Sono considerate un po'
come i freni di un'automobile: materiale di consumo, quando usurati si
cambiano. E' buona norma cambiare sempre la guarnizione di testa del pistone
ad ogni sostituzione di molla.
Le guarnizioni sintetiche moderne,
siano del tipo a paracadute o a cavità parabolica (ad esempio le
Apex e le
Tesla per le Diana oppure le Hornet per le HW) per funzionare al meglio
debbono essere realizzate basandosi sulle effettive dimensioni del
cilindro di compressione (ecco perchè vanno "adattate") oltre che essere
costruite con materiali che garantiscano una elevata resistenza termica e
meccanica. Devono possedere poi una elasticità tale da permettere un facile
adattamento al cilindro e sigillarlo perfettamente, con il minimo attrito.
Una buona guarnizione è assolutamente indispensabile per il corretto e
proficuo funzionamento di una springer.
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